L'Adalgisa

Disegni milanesi

Fiction & Literature, Short Stories
Cover of the book L'Adalgisa by Carlo Emilio Gadda, Adelphi
View on Amazon View on AbeBooks View on Kobo View on B.Depository View on eBay View on Walmart
Author: Carlo Emilio Gadda ISBN: 9788845973208
Publisher: Adelphi Publication: May 21, 2014
Imprint: Adelphi Language: Italian
Author: Carlo Emilio Gadda
ISBN: 9788845973208
Publisher: Adelphi
Publication: May 21, 2014
Imprint: Adelphi
Language: Italian

Fra il 1932 e il 1936 Gadda, allora noto solo a una ristretta cerchia di iniziati, si cimenta in un'ambiziosa impresa: il romanzo di ambiente milanese "Un fulmine sul 220", destinato a mettere in scena – attraverso l'amore eslege di Elsa, moglie del ricco e valetudinario Gian Maria Cavigioli, per Bruno, ex garzone di macellaio di caravaggesca prestanza – la tragica sorte delle «anime sbagliate», segnate dalla più dolorosa estraneità alla tribù. Alla fine, insoddisfatto, butta tutto all'aria e abbandona il progetto. Ma è solo in apparenza un fallimento: nell'eccentrica officina gaddiana può infatti persino accadere che un affresco si muti in un «album di straordinari disegni sciolti» (Isella): che un romanzo, insomma, generi dei racconti, autonomi ma al tempo stesso accomunati da un'inconfondibile aria di famiglia – quelli apparsi nel 1944, insieme ad altri di diversa origine, sotto il titolo "L'Adalgisa". Dove campeggia colei che, trasformandosi da comparsa in dilagante protagonista e imprimendo al romanzo d'amore di Elsa e Bruno una irresistibile svolta satirico-grottesca, lo ha dinamitato: l'imperiosa Adalgisa vedova Biandronni, cognata di Elsa. Ex stiratrice, Violetta di quin­t'ordine al Fossati e al Carcano, ma soprattutto sana donna lombarda, Adalgisa ha saputo sì coronare il suo sogno – sposare il «povero Carlo» e diventare una signora «al cento per cento», con ottavino di palco alla Scala e luccicante breloque sul «ragionativo» petto –, ma non impedire alle parenti acquisite, alle «cagne» che l'hanno sempre considerata «una disgrazia», di avvelenarle la vita: «.... E che ero una qui, e che ero una là; e che cantavo nei teatri di strapazzo, per i militari; che avevo già avuto una cinquantina d'aman­ti!... ma sì!... cento.... mille.... un milione!». Perché nella città industre votata al lavoro indefesso e alla famiglia la tribù – con la sua coorte di domestiche, fattorini, lucidatori di parquets, medici di famiglia, ville ai laghi o in Brianza e tombe di famiglia fra Cazzago e Usmate – si muove compatta, polarizzata a un fine, come se una sola anima la sospingesse. E, nessuno meglio di Gadda poteva saperlo, non c'è speranza per chi ne sfida le leggi.

View on Amazon View on AbeBooks View on Kobo View on B.Depository View on eBay View on Walmart

Fra il 1932 e il 1936 Gadda, allora noto solo a una ristretta cerchia di iniziati, si cimenta in un'ambiziosa impresa: il romanzo di ambiente milanese "Un fulmine sul 220", destinato a mettere in scena – attraverso l'amore eslege di Elsa, moglie del ricco e valetudinario Gian Maria Cavigioli, per Bruno, ex garzone di macellaio di caravaggesca prestanza – la tragica sorte delle «anime sbagliate», segnate dalla più dolorosa estraneità alla tribù. Alla fine, insoddisfatto, butta tutto all'aria e abbandona il progetto. Ma è solo in apparenza un fallimento: nell'eccentrica officina gaddiana può infatti persino accadere che un affresco si muti in un «album di straordinari disegni sciolti» (Isella): che un romanzo, insomma, generi dei racconti, autonomi ma al tempo stesso accomunati da un'inconfondibile aria di famiglia – quelli apparsi nel 1944, insieme ad altri di diversa origine, sotto il titolo "L'Adalgisa". Dove campeggia colei che, trasformandosi da comparsa in dilagante protagonista e imprimendo al romanzo d'amore di Elsa e Bruno una irresistibile svolta satirico-grottesca, lo ha dinamitato: l'imperiosa Adalgisa vedova Biandronni, cognata di Elsa. Ex stiratrice, Violetta di quin­t'ordine al Fossati e al Carcano, ma soprattutto sana donna lombarda, Adalgisa ha saputo sì coronare il suo sogno – sposare il «povero Carlo» e diventare una signora «al cento per cento», con ottavino di palco alla Scala e luccicante breloque sul «ragionativo» petto –, ma non impedire alle parenti acquisite, alle «cagne» che l'hanno sempre considerata «una disgrazia», di avvelenarle la vita: «.... E che ero una qui, e che ero una là; e che cantavo nei teatri di strapazzo, per i militari; che avevo già avuto una cinquantina d'aman­ti!... ma sì!... cento.... mille.... un milione!». Perché nella città industre votata al lavoro indefesso e alla famiglia la tribù – con la sua coorte di domestiche, fattorini, lucidatori di parquets, medici di famiglia, ville ai laghi o in Brianza e tombe di famiglia fra Cazzago e Usmate – si muove compatta, polarizzata a un fine, come se una sola anima la sospingesse. E, nessuno meglio di Gadda poteva saperlo, non c'è speranza per chi ne sfida le leggi.

More books from Adelphi

Cover of the book Il Tao della fisica by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Il Consiglio d'Egitto by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Agli dèi ulteriori by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Le nozze di Cadmo e Armonia by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Una pedina sulla scacchiera by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Trattato del Ribelle by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Souvenirs by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book L’arte di essere felici by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Uomini e cani by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Le signorine di Concarneau by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book La sorella by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book L'impronta dell'editore by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book Il cavaliere svedese by Carlo Emilio Gadda
Cover of the book La figura mistica della divinità by Carlo Emilio Gadda
We use our own "cookies" and third party cookies to improve services and to see statistical information. By using this website, you agree to our Privacy Policy